Glutine: moda o emergenza? - Evolviamo
NO GLUTINE

Glutine: moda o emergenza?

Iniziamo con questo articolo un breve excursus nel mondo del glutine che vedrà diverse puntate sul tema.

In questi ultimi anni è letteralmente esploso il fenomeno GLUTEN FREE: mai come oggi le grandi aziende hanno reso disponibili prodotti senza glutine, che siano pasta, dolci, farine e cosi via.

Basta girare qualunque supermercato per trovarvi un angolo dedicato al Senza Glutine. Fa tenerezza, pensare a quando, solo qualche anno fa, il consumatore celiaco doveva andare in Farmacia per sperare di trovare qualche prodotto a lui congeniale.

Verrebbe quindi da pensare che la celiachia sia aumentata a dismisura, oppure che si tratti di una scelta di buon cuore da parte dei principali produttori del settore. O forse si tratta di una moda più o meno passeggera?

Insomma c’è molta confusione sul tema, spesso anche da parte degli addetti ai lavori. Cerchiamo quindi di fare un poco di chiarezza dichiarando subito una certa parzialità da parte di chi scrive: alla base della mia trasformazione fisica, che è stata il detonatore di tutto il mio lavoro, vi fu la scelta di evitare il glutine in toto. Per arrivare a questa decisione intrapresi diverse ricerche, cercando di approfondire l’argomento e, soprattutto, abbandonai per molti mesi il glutine, rinunciando a mangiare pane, pasta, pizza e tante altre “prelibatezze” a base di grano.

Partiamo dalla definizione ufficiale, usando quella oggi presente sul sito della Associazione Italiana Celiachia :

« Il glutine è un complesso proteico presente in alcuni cereali (frumento, segale, orzo, farro, spelta, kamut, triticale). La prolamina è una delle frazioni proteiche che costituiscono il glutine ed è la responsabile dell’effetto tossico per il celiaco.
La prolamina del frumento viene denominata gliadina, mentre proteine simili, con il medesimo effetto sul celiaco, si trovano anche in orzo, segale, farro, spelta, kamut, triticale”

(qui il link al sito AIC http://www.celiachia.it/Aic/AIC.aspx?SS=351&M=368).

 

Quindi il glutine è la parte proteica di alcuni cereali ed è anche la protagonista indiscussa della trasformazione di queste farine: è suo il merito di dare al pane e alla pizza quella inconfondibile croccantezza.

Esso, come sappiamo, è assai pericoloso per il soggetto celiaco ma anche per il soggetto sensibile: in campo scientifico c’è ancora molta confusione fra celachia, la patologia principe correlata all’assunzione di glutine, e tutti quei disturbi oggi sempre più frequenti ad esso correlati  ma non dipendenti alla celiachia. Si tratta di disturbi meglio conosciuti come sensibilità al glutine non celiaca. Impariamo subito le differenze fra i due fenomeni, direttamente dalle parole del più autorevole esperto in materia, il professor Alessio Fasano, fondatore e direttore del Center for Celiac Research presso il Massachusetts General Hospital for Children ed Fasano e autore del fondamentale testo Gluten Freedom: The Leading Expert Offers the Essential Guide to a Healthy, Gluten-Free Lifestyle, 2014 (non ancora tradotto in Italia): riporto un estratto di una bella intervista in lingua inglese che trovate qui https://allergicliving.com/2014/04/16/qa-with-celiac-expert-dr-alessio-fasano/

“…Ci sono molte differenze tra le due cose, ma ci sono anche somiglianze. Le complicanze cliniche sono sovrapponibili – non è possibile distinguerli solo in termini di sintomi. La celiachia è una malattia autoimmune, che ha normalmente una componente genetica. La sensibilità al glutine non è una malattia autoimmune, e non ha la stessa componente genetica. La malattia celiaca è quasi completamente confinata in un certo patrimonio genetico, la sensibilità al glutine no.

Poiché la celiachia è una malattia autoimmune, rimarrà per tutta la vita. La sensibilità al glutine, non lo sappiamo. Si potrebbe guarire, ma non siamo sicuri.

La celiachia è guidata anche da un minimo di contaminazione incrociata del glutine. Nella sensibilità al glutine, non è necessariamente così. Ci sono alcune persone che si ammalano, come con la celiachia, attraverso la contaminazione incrociata. Altre persone, tuttavia, possono tollerare le contaminazioni incrociate o addirittura non hanno alcun problema con un morso di pizza, ma se abbondano troppo col glutine, stanno male.

Poiché non è geneticamente determinata, la sensibilità al glutine sembra non avere rischio di ereditarietà, mentre nella malattia celiaca questo fattore esiste per certo. Con la celiachia hai morbilità concomitanti [patologie coesistenti nello stesso individuo], come in altre malattie autoimmuni, per quanto ne sappiamo, viceversa, non abbiamo questo fenomeno con la sensibilità..

Con la celiachia si possono avere conseguenze non eliminando il glutine dalla propria dieta. Così si possono sviluppare problemi nel corso del tempo, come l’osteoporosi, il linfoma, e così via. Per quanto ne sappiamo se siete sensibili al glutine non sussistono tali conseguenze nel corso del tempo…”.

Quindi un celiaco ed un sensibile al glutine avvertono gli stessi disturbi, fra cui ricordiamo: mal di testa, nausea, irritazione intestinale ed altri come permeabilità intestinale, stanchezza e dolori muscolari.

Il problema principale è che ad oggi non esiste un efficace test per evidenziarne la sensibilità (spesso ancora sottovalutata o, peggio ancora, negata).

 

About the Author Andrea Armando Bisso

Mi chiamo Andrea Armando Bisso, filosofo, Naturopata e Coach olistico. Ho passato gran parte della mia vita a lottare con il peso, una lotta che mi ha visto per più di 33 anni sconfitto. In quel periodo era tipico perdessi peso per poi riprenderlo con gli interessi : posso dire di aver perso più di 150 kg, sommando tutte le volte che sono dimagrito per poi ritornare in sovrappeso. Le costanti di questa fase erano la mia latente depressione e l’autostima che scendeva sempre più in basso. C’erano anche la voglia di non arrendersi e lo studio per trovare strategie adatte alla mia situazione : notti insonne a studiare prima il coaching e poi la naturopatia, alla ricerca di strumenti validi ed efficaci per sconfiggere quella che era diventata una condizione di vero disagio. Dopo tante sconfitte e tanta, tantissima, sofferenza, alla soglia dei 40 anni ho vinto la mia battaglia : eliminati 40 chili ho infine trovato un equilibrio stabile e duraturo. Da allora ho percepito nitida la mia chiamata: dare un concreto aiuto a tutte quelle persone che, come capitava a me in passato, vorrebbero cambiare la loro condizione di disagio e rinascere; tutte quelle persone che sanno che non è mai troppo tardi per cambiare, migliorare, trasformare la propria vita! Oggi vivo in Costa Azzurra insieme a mia moglie Vera, mi occupo di coaching, naturopatia e aromaterapia e cerco di dare il mio contributo a rendere il mondo un posto migliore.

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